Zinco – Fabbisogno, Fonti, Carenza e Tossicità

Google+ Pinterest LinkedIn Tumblr +

Generalità

Lo zinco è frequentemente presente negli alimenti sotto forma di Zn2+. È necessario al nostro organismo soprattutto come cofattore di numerosi enzimi, ma è anche presente in numerose macromolecole. Tra le molte funzioni che esso esplica nell’organismo umano si può ricordare che esso è necessario per l’attività:

  • Dell’anidrasi carbonica, che è alla base dei meccanismi di scambio dell’anidride carbonica dai tessuti al sangue e poi agli alveoli polmonari, e della regolazione del pH del sangue;
  • Dell’RNA e DNA polimerasi, necessarie per la sintesi degli acidi nucleici;
  • Della carbossipeptidasi, enzima proteolitico di origine pancreatica importante per la digestione delle proteine;
  • Dell’alcol deidrogenasi del fegato, indispensabile per l’ossidazione e detossificazione dell’etanolo.

L’assorbimento dello zinco nell’intestino tenue viene ridotto da fibre, fitati, fosfati, calcio e rame, mentre viene aumentato da aminoacidi, peptidi, iodochinolo ed altri agenti chelanti. L’escrezione di zinco avviene soprattutto attraverso le secrezioni del pancreas e dell’intestino. Circa il 99% dello zinco presente nel corpo è contenuto all’interno delle cellule, mentre la restante parte si trova nel siero e nei liquidi extracellulari. Lo zinco sierico si trova per il 70% legato alla proteina albumina e costituisce la fonte per il fabbisogno delle cellule.

Le concentrazioni sieriche dello zinco sono stabili, ma si riducono se l’apporto o l’assorbimento intestinale sono insufficienti, come nel caso dell’enterite regionale, o se aumenta l’espulsione per via urinaria, come in caso di sindrome nefrosica, nella cirrosi epatica od in altre condizioni caratterizzate da ipoalbuminemia, o situazioni che determinano l’accelerazione dei processi catabolici come traumi, ustioni o interventi chirurgici. Altre situazioni patologiche in cui si riducono i livelli di zinco sierico sono: infarto al miocardio (fase acuta), infezioni, neoplasie ed epatiti.

 

Indicazioni ammesse per integratori di zinco

Lo zinco:

  • contribuisce al normale metabolismo acido-base;
  • contribuisce al normale metabolismo dei carboidrati;
  • contribuisce alla normale funzione cognitiva;
  • contribuisce alla normale sintesi del DNA;
  • contribuisce alla normale fertilità e alla normale riproduzione;
  • contribuisce al normale metabolismo dei macronutrienti;
  • contribuisce al normale metabolismo degli acidi grassi;
  • contribuisce al normale metabolismo della vitamina A;
  • contribuisce alla normale sintesi proteica;
  • contribuisce al mantenimento di ossa normali;
  • contribuisce al mantenimento di capelli normali;
  • contribuisce al mantenimento di unghie normali;
  • contribuisce al mantenimento di una pelle normale;
  • contribuisce al mantenimento di normali livelli di testosterone nel sangue;
  • contribuisce al mantenimento della capacità visiva normale;
  • contribuisce alla normale funzione del sistema immunitario;
  • contribuisce alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo;
  • interviene nel processo di divisione delle cellule.

 

Fabbisogno

Consumo giornaliero di riferimento, calcolato in base al REGOLAMENTO (UE) N. 1169/2011: 10 mg.

Conosci il tuo fabbisogno quotidiano di Ferro? Clicca qui per scoprirlo

È consigliata l’introduzione di zinco in quantità di 9 – 10 mg al giorno nell’uomo adulto e circa 7 mg per la donna. Quantità maggiori sono necessarie durante l’allattamento, mentre i bambini e gli adolescenti hanno necessità inferiori.

 

Fonti

La concentrazione dello zinco negli alimenti è piuttosto variabile; molto variabile appare anche la possibilità di assorbirlo dai diversi alimenti e si calcola che mediamente solo il 25 – 40% di quello ingerito venga assorbito. Le concentrazioni maggiori (2 – 5 mg/100 g) sono presenti in alcuni prodotti di origine animale, come le carni ed i prodotti della pesca, nei quali non sono neanche presenti sostanze che ne rendano difficile l’utilizzazione. Esso è pure presente, quasi sempre in quantità minore, nella verdura, nella frutta e nei cereali, ma la possibile formazione dei fitati ne riduce l’assorbimento.

 

Carenza

Poiché, come abbiamo visto, lo zinco svolge numerose funzioni nell’organismo, la sua carenza può portare a numerose manifestazioni, tra le quali vanno ricordate la compromissione del sistema immunitario, la comparsa di particolari forme di dermatite.

Le maggiori alterazioni si verificano, in modo caratteristico, a carico dei tessuti del corpo con rapido turnover cellulare come pelle, mucosa gastrointestinale, i condrociti, gli spermatogoni ed i timociti. Le alterazioni della pelle fanno sospettare la presenza di un possibile deficit di zinco, e si manifestano con ipercheratosi, paracheratosi, acrodermatite ed alopecia. Tali alterazioni si manifestano prevalentemente a livello di gomiti e ginocchia.

Altri sintomi da carenza: ritardo della crescita, ipogonadismo, ritardo della pubertà, lenta guarigione delle ferite, fotofobia, alterazione della spermatogenesi, atrofia delle gonadi.

La carenza di zinco assume particolare rilevanza nella popolazione anziana.

 

Tossicità

L’intossicazione è causata dall’inalazione dei fumi di zinco (saldatori), da eccessiva ingestione orale o somministrazione endovenosa. L’inalazione dei fumi contenenti elevate dosi di ossido di zinco è la causa di una condizione patologica acuta chiamata febbre da vapori di metallo o brividi da ottone, caratterizzata da brividi, febbre, scialorrea, cefalea, tosse e leucocitosi.

I liquidi di dialisi possono essere contaminati con lo zinco rilasciato dai sigillanti utilizzati sui filtri per dialisi o da tubature zincate. La sindrome da intossicazione è caratterizzata da anemia, febbre e disturbi del sistema nervoso centrale.

Sindromi secondarie ad eccessivo apporto o assorbimento di nutrienti per via orale o eccessiva infusione parenterale si manifestano con febbre, nausea, vomito e diarrea.

 

Share.

Lascia Un Commento