Fosforo – Fabbisogno, Fonti e Carenza di Fosfati

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Generalità

La quantità totale di fosforo in un soggetto adulto è di circa 1 kg, del quale, così come il calcio, l’85% si trova nel tessuto osseo e nei denti (85%); la restante parte si può trovare nei tessuti molli e nei liquidi extracellulari: il fosforo è coinvolto in quasi tutti i processi metabolici. Esso è presente nell’organismo sia in forma inorganica che organica, legato ad esempio alle proteine o ai lipidi. Può presentarsi in diversi stati di ossidazione, ma dal punto di vista biochimico interessano soprattutto i composti nei quali esso ha numero di ossidazione +5, ossia i fosfati.

A digiuno, la maggior parte del fosforo plasmatico è presente sotto forma di ortofosfato inorganico, a concentrazioni di 2,4 – 4 P/dl. Contrariamente al calcio, che per il 50% è legato alle proteine, il fosforo legato alle proteine plasmatiche è solo circa il 12%.

La concentrazione del fosforo plasmatico è più elevata nei bambini, e tende ad aumentare nelle donne dopo la menopausa.

Numerose sono le funzioni del fosforo nell’uomo; tra le più importanti:

  • Costituzione di ossa e denti come fosfato tricalcico ed idrossiapatite;
  • Formazione dei depositi di energia sotto forma di adenosintrifosfato (ATP);
  • Regolazione degli equilibri acido-base, per la possibilità di formare sistemi tampone;
  • Assorbimento e trasporto nutrienti attraverso la fosforilazione;
  • Costituzione di enzimi, proteine, fosfolipidi, nucleotidi ed acidi nucleici;
  • Costituzione della forma attiva di alcune vitamine.

 

Indicazioni ammesse per integratori di fosforo

Il fosforo contribuisce:

  • al normale metabolismo energetico;
  • alla normale funzione delle membrane cellulari;
  • al mantenimento di ossa normali;
  • al mantenimento di denti normali.

 

Fabbisogno

Consumo giornaliero di riferimento, calcolato in base al REGOLAMENTO (UE) N. 1169/2011: 700 mg.

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Il fabbisogno giornaliero è simile a quello del calcio, ma i livelli d’assunzione giornaliera raccomandata nei diversi paesi sono molto variabili, e vanno da un minimo di 500 mg a valori superiori i 1000 mg.

 

Fonti

Il fosforo è presente in buone quantità negli alimenti ricchi di proteine, come latte e formaggi, carni, pesci, uova, cereali ed alcuni loro derivati come il pane. Negli alimenti di origine vegetale, ad esempio negli strati più esterni delle cariossidi dei vegetali, il fosforo è presente come fitato o inositoloesafosfato. Questo composto può legare il calcio e renderne difficile l’assorbimento intestinale. Un contributo alimentare di fosforo può venire da alcuni additivi, quali ad esempio la lecitina di soia (utilizzata come emulsionante), o lo stesso acido fosforico, impiegato come acidificante nelle bevande gassate.

Poiché molti alimenti sono ricchi di tale elemento, è comunque molto difficile che non ne vengano assunte quantità adeguate.

 

Carenza

A differenza del calcio alimentare che viene assorbito a livello intestinale in percentuale ridotta, l’assorbimento del fosforo è assai efficiente. Un’ipofosforemia da carente assorbimento intestinale è di raro riscontro, tranne in seguito ad abuso di farmaci antiacidi non assorbibili che legano il fosforo nel lume dell’intestino, impedendone l’assorbimento.

L’ipofosforemia ad insorgenza acuta può essere accompagnata da sintomi come anoressia, capogiri, dolore osseo, debolezza alla muscolatura prossimale degli arti ed andatura anserina (dondolante, simile a quella dell’oca). La deplezione dei fosfati può essere responsabile dei difetti di crescita nei bambini. L’ipofosforemia provoca riduzione dei livelli di 2,3-difosfoglicerato ed ATP degli eritrociti, con conseguente alterata dissociazione della ossiemoglobina e minore liberazione periferica di ossigeno.

 

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