Tannini

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I tannini sono sostanze di origine vegetale dal forte sapore amaro. Possono essere utili dal punto di vista fitoterapico poiché dotati di proprietà antinfiammatorie, astringenti, antidiarroici, antibatterici, emostatici ed antiossidanti. A parte quest’ultima proprietà (antiossidante), che è sistemica perché dovuta all’assorbimento dei prodotti di trasformazione dei tannini, tutti gli altri effetti sono localizzati alla mucosa dell’apparato digerente o al lume intestinale. I tannini, una volta che entrano in contatto con le proteine della mucosa dell’apparato digerente, rendono quest’ultima poco permeabile e creano un effetto astringente. Quest’effetto protegge gli strati sottostanti della mucosa da parassiti e da sostanze irritanti e riduce le secrezioni.

Tutti i tannini presenti in natura possono essere classificati all’interno di tre gruppi: idrolizzabili, condensati (procianidine e proantocianidine) e tannoidi.

 

Fonti

Fonti di tannini idrolizzabili sono: parti aeree di Spirea ulmaria (spirea), nella corteccia di Quercus robur (rovere) e nel Geranium robertianum (erba cimicina).

I tannini condensati si trovano soprattutto nelle radici di Krameria triandra, nel rizoma di Potentilla erecta e di Polypgonum bistorta, nelle parti aeree di Alchemilla glabra e nelle infiorescenze di Agrimonia eupatoria.

I tannoidi invece, chiamati anche tannini del caffè, sono dei derivati dell’acido clorogenico, e sono molto diffusi nei semi Coffea arabica (caffè), Strychnos nux-vomica (noce vomica), nelle foglie di Nicotiana tabacum (tabacco), Ilex paraguariensis (matè) e Thea sinensis (tè).

 

Principali proprietà

L’effetto più importante dei tannini è quello antidiarroico. Si ritiene che i tannini formino, anche se temporaneamente, uno strato protettivo di proteine coagulate sulla mucosa intestinale che ottunde le terminazioni sensoriali nervose, riduce gli stimoli che promuovono e sostengono la peristalsi intestinale, impedisce il passaggio ai microrganismi patogeni e neutralizza le proteine flogistiche che si concentrano nel focolaio infiammatorio. L’utilizzo di tannini in grado di formare tale barriera protettiva, può essere utile nei casi di diarree provocate da infezioni batteriche o virali o di natura flogistica; i tannini sono in grado di inibire l’attività secretogoga della tossina colerica.

I tannini possono inoltre espletare effetti antiulcera; essi si legano alle proteine presenti alla base dell’ulcera e formano una barriera protettiva che impedisce al contenuto gastrico di venire a contatto con il tessuto leso ulceroso.

Applicati localmente i tannini producono un effetto emostatico, dovuto a vasocostrizione localizzata ed aumentata coagulazione. Grazie a quest’ultima proprietà i tannini possono trovare impiego come antiemorroidali, stomatici ed in caso di piccoli sanguinamenti che interessano il sistema digerente. Tali effetti non si manifestano tuttavia a livello broncopolmonare ed uterino.

I tannini sotto forma di spray possono essere utilizzati sulle ferite, scottature ed eczemi per la formazione di una membrana semipermeabile che facilita la cicatrizzazione ed accelerando la guarigione.

I tannini trovano impiego nelle lozioni cosmetiche antiseborroiche ed antiforfora.

 

Effetti indesiderati

I tannini difficilmente provocano effetti indesiderati se somministrati per brevi periodi ed a basse dosi. Tuttavia dosi elevate causano effetti irritanti a carico delle mucose dell’apparato digerente ed epatotossicità, pertanto l’utilizzo di preparazioni a base di tannini deve essere evitato in pazienti che soffrono di disturbi epatici o a carico delle vie biliari.

I tannini sono carcinogeni se somministrati sottocute e lo sviluppo del tumore esofageo è stato in alcuni casi associato all’uso di tisane contenenti tannini. Questi eventi, seppur rari, suggeriscono cautela nell’uso di piante contenenti tannini.

 

Potenziali applicazioni terapeutiche

Studi in vitro hanno dimostrato numerose ulteriori proprietà ascrivibili ai tannini. Tuttavia non sono ancora state sfruttate in campo umano per la tossicità di queste sostanze assunte in grande quantità e per periodi di tempo prolungati per via orale.

D’altra parte la scarsa biodisponibilità dei tannini fa si che queste proprietà non abbiano una rilevanza clinica.

Tra queste presunte proprietà si elencano le seguenti:

  • Inibiscono la 5-alfa reduttasi;
  • Inibiscono la promozione dei tumori;
  • Inibiscono la perossidazione lipidica;
  • Inibiscono il rilascio di istamina e di eicosanoidi;
  • Inibiscono la lipolisi indotta da adrenalina;
  • Migliorano il metabolismo dell’azoto;
  • Possiedono attività antipertensiva;
  • Possiedono attività antivirale;
  • Possiedono attività antiossidante.
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