Vitamina B1

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Forme attive

La vitamina B1, o tiamina, o aneurina, è una vitamina idrosolubile.

Forme biologicamente attive, precursori e fonti della vitamina B1: cloridrato di tiamina, monoidrato di tiamina, tiamina monofosfato cloruro, tiamina pirofosfato cloruro.

 

Dose giornaliera di assunzione

Dose giornaliera raccomandata di vitamina B1 negli adulti: 1,1 mg

 

Indicazioni

La vitamina B1 contribuisce

  • al normale metabolismo energetico;
  • al normale funzionamento del sistema nervoso;

  • alla normale funzione psicologica;

  • alla normale funzione cardiaca.

 

Effetti fisiologici

La vitamina B1 è un coenzima indispensabile per il metabolismo dei carboidrati e dei lipidi, che interviene nella regolazione del ciclo di Krebs. Svolge inoltre un’azione non coenzimatica, in particolare sul tessuto nervoso. Proprio per la sua capacità di scongiurare disturbi neurologici viene anche chiamata aneurina.

La vitamina B1 viene captata dalle cellule del fegato e fosforilata a tiamina pirofosfato (TPP), la forma biologicamente attiva nell’organismo. La TPP ha il ruolo di trasportare un gruppo aldeidico legato ad un composto chetonico, partecipando alla decarbossilazione ossidativa degli a-chetoacidi, nonché alle reazioni di transchetolazione della via dei pentoso-fosfati.

Un ruolo diverso da quello coenzimatico è stato osservato nelle cellule nervose dove la forma attiva TTP verrebbe idrolizzata in seguito ad uno stimolo nervoso, modificando la permeabilità dei canali Cl ˉ.

 

Sintomi da carenza

La carenza di vitamina B1 si manifesta con sintomi generali, neuropsichici e cardiaci. Si osservano quadri clinici differenti in funzione di età, del contesto nutrizionale e patologico e dell’evoluzione della malattia.

La sindrome da carenza di vitamina B1 è chiamata beri-beri. Nei paesi industrializzati è molto rara ed è associata all’abuso di bevande alcoliche.

Beri-beri

Può manifestarsi in tre forme:

  • beri-beri secco o neuritico;
  • beri-beri umido edematoso;
  • beri-beri cerebrale.

Questa malattia si manifesta inizialmente con inappetenza, astenia, disturbi gastrointestinali, edema, disturbi della sensibilità, incertezza nei movimenti, dolori e spasmi muscolari.

Il beri-beri secco è caratterizzato da polineurite, che si manifesta con problemi di deambulazione ed evolve verso una paralisi flaccida, simmetrica, soprattutto agli arti inferiori, con complicazioni di atrofia muscolare e scomparsa dei riflessi tendinei.

Nel beri-beri umido compaiono i sintomi cardiovascolari e respiratori con tachicardia, dispnea da sforzo, palpitazioni, seguita da cardiomegalia e possono presentarsi segni di insufficienza cardiaca; la compromissione cardiaca può causare morte improvvisa.

Il beri-beri cerebrale è anche noto con il nome di encefalopatia di Wernicke ed è la forma di beri-beri più frequenti nei paesi industrializzati, poiché associata ad abuso di bevande alcoliche che riducono significativamente l’assorbimento intestinale di vitamina B1. È caratterizzato da segni psichici (disorientamento spazio temporale, apatia, confusione, torpore), manifestazioni neurologiche (oftalmoplegia, atassia, nistagmo) e si associa spesso a polineuropatia.

Nella forma infantile il beri-beri colpisce soprattutto il bambino da due a sei mesi. All’inizio si osservano segni generali: anoressia, dimagrimento, disturbi del sonno associati ad ipertonia muscolare. La malattia evolve manifestandosi con insufficienza cardiaca acuta con tachicardia, dispnea e cianosi. L’evoluzione è molto rapida e può portare a morte in 12-24 ore se non si istituisce il trattamento.

 

Fonti alimentari di vitamina B1

La vitamina B1 è presente in quasi tutti i tessuti vegetali ed animali, anche se in piccolissime concentrazioni.

Buone fonti sono: le carni suine; le frattaglie; le uova; i cereali, che costituiscono, per molte popolazioni, la fonte principale.

I cereali integrali sono più ricchi di vitamina B1 in quanto si concentra prevalentemente nel pericarpo e nel perisperma della cariosside.

La solubilità della tiamina e la sua termosensibilità comportano una perdita durante la cottura in acqua. Tenere al caldo gli alimenti o riscaldare quelli già cotti provoca ulteriori perdite.

 

Intossicazione

La tossicità della tiamina è molto bassa, dosi orali fino a 500 mg/die per un mese sono ben tollerate, dosi superiori possono provocare mal di testa, convulsioni, debolezza, aritmia cardiaca e reazioni allergiche.

 

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