Demenza – Malattia di Alzheimer

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Generalità

La demenza è un danno che interessa l’intelletto, la memoria e la personalità, ma senza grave offuscamento della coscienza.

La demenza provoca un danneggiamento globale delle funzioni della corteccia superiore, memoria inclusa, della capacità di risolvere i problemi del vivere quotidiano, dell’esecuzione di tecniche percettivo-motorie apprese (ad esempio suonare uno strumento), dell’uso corretto di capacità sociali e del controllo di reazioni emotive.

Le più comuni cause di demenza sono la demenza vascolare (provocata da ictus o danno aterosclerotico) e la malattia di Alzheimer.

La perdita delle capacità cognitive con l’età è considerato un processo normale, la cui velocità ed entità sono molto variabili. La malattia di Alzheimer fu originariamente definita come demenza presenile, mentre ora sembra che la stessa malattia sia alla base della demenza senza riferimento all’età in cui insorge.

La diffusione della malattia aumenta bruscamente con l’età, con un’incidenza di circa il 5% a 65 anni e del 90% o più all’età di 95 anni. Fino a tempi abbastanza recenti, la demenza legata all’età era considerata una conseguenza della costante perdita dei neuroni che avviene durante tutta la vita e che è probabilmente accelerata da una ridotta vascolarizzazione conseguente all’aterosclerosi. Tuttavia, numerosi studi condotti nei tre decenni passati, hanno rivelato che alla base della malattia di Alzheimer esistono dei meccanismi genetici e molecolari specifici, aprendo a nuove prospettive terapeutiche.

 

Patogenesi

Dal punto di vista clinico la malattia esordisce di frequente con una leggera perdita della memoria, seguita da una demenza lenta e progressiva che ha un decorso di alcuni anni. La durata della malattia è di circa 8-10 anni, ma può variare da 1 a 25 anni, e la morte sopravviene per malnutrizione, infezioni o disturbi cardiaci.

Caratteristica di questa patologia è la perdita dei neuroni colinergici dell’ippocampo e nella corteccia frontale; ciò potrebbe rappresentare la base del deficit cognitivo e della perdita della memoria a breve termine tipica della malattia di Alzheimer. Tipiche e caratteristiche di questa malattia sono le alterazioni microscopiche come le placche amiloidi extracellulari, costituiti da depositi amorfi extracellulari di proteina beta-amiloide, e gli aggregati neurofibrillari intraneuronali, costituiti da filamenti formati dalla proteina associata ai microtubuli nella sua forma fosforilata.

Non è chiaro esattamente in che modo l’accumulo di proteina beta-amiloide possa causare la neurodegenerazione e se il danno dai monomeri solubili della proteina beta-amiloide, dagli oligomeri o dalle placche di amiloide. Secondo alcune evidenze le cellule muoiono per apoptosi, sebbene sia presente anche una risposta infiammatoria.

 

Trattamento farmacologico

L’attuale trattamento farmacologico della demenza di tipo Alzheimer prevede l’uso di farmaci che aumentano la concentrazione di acetilcolina, in particolare gli inibitori delle acetilcolinesterasi quali tacrina, velnacrina, rivastigmina e galantamina. Questi farmaci hanno efficacia clinica modesta, mentre gli effetti collaterali sono piuttosto severi: crampi addominali, nausea, poliuria e diarrea.

 

Fitoterapia della demenza

Nella medicina tradizionale numerose piante sono state utilizzate per il trattamento dei deficit cognitivi, inclusa la demenza tipo Alzheimer. Inoltre esistono farmaci che sono stati isolati da piante o che derivano da strutture presenti nel regno vegetale. Un tipico esempio è la galantamina, un inibitore delle colinesterasi, è stata isolata da Galanthus nivalis L. (bucaneve).

Esistono inoltre numerose piante che, sulla base di studi sperimentali, sono di potenziale utilizzo per il trattamento della demenza, soprattutto in virtù delle loro proprietà antiossidanti, anticolinesterasiche ed antinfiammatorie. Tra queste certamente il ginkgo risulta essere la droga più studiata dal punto di vista clinico ed i risultati di alcune revisioni sistematiche sulla sua efficacia sono alquanto incoraggianti. Esistono inoltre evidenze cliniche molto preliminari per una possibile efficacia di salvia e melissa contro la demenza.

Nella tabella seguente sono riportate le droghe che hanno mostrato un effetto positivo sulla funzione della memoria.

 

Nome comune della droga Parte della pianta utilizzata Principali costituenti chimici
Bacopa Parti aeree Saponine
Centella Foglie Triterpeni, flavonoidi, olio essenziale
Ginkgo Foglie Flavonoidi, ginkgolidi
Melissa Foglie Olio essenziale, derivati dell’acido caffeico, flavonoidi
Salvia Parti aeree Olio essenziale, derivati dell’acido caffeico, diterpeni, flavonoidi
Salvia spagnola Parti aeree Olio essenziale, derivati dell’acido caffeico, diterpeni, flavonoidi
Witania Radici Alcaloidi, lattoni steroidei

 

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