Iodio – Fabbisogno, Fonti e Carenza di Ioduro

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Generalità

Lo iodio, come gli altri alogeni, può avere vari numeri di ossidazione. Nell’uomo esso viene assorbito sotto forma di I (ione ioduro) e la sua funzione principale è quella di entrare a far parte degli ormoni tiroidei. Per questo motivo esso si localizza in gran parte proprio livello della tiroide.

Lo iodio è introdotto con gli alimenti in forma di sale inorganico, come ioduro o iodato.

 

Indicazioni ammesse per integratori di iodio

Lo iodio contribuisce:

  • alla normale funzione cognitiva;
  • al normale metabolismo energetico;
  • al normale funzionamento del sistema nervoso;
  • al mantenimento di una pelle normale;
  • alla normale produzione di ormoni della tiroide e alla normale funzione tiroidea.

 

Fabbisogno

Consumo giornaliero di riferimento, calcolato in base al REGOLAMENTO (UE) N. 1169/2011: 150 μg.

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Quantità compresa tra 50 e 120 mcg sono invece indicate per il periodo che va dalla nascita al decimo anno di vita. L’apporto dietetico può essere variabile a seconda delle aree geografiche, ma l’aumento degli scambi commerciali e la distribuzione su larga scala da parte delle grandi aziende alimentari hanno contribuito a diminuire queste differenze.

 

Fonti

È particolarmente diffuso nell’acqua di mare, ma, contrariamente a quanto spesso si crede, il sale marino non è una buona fonte perché durante l’allontanamento dell’acqua lo ioduro si ossida formando iodo (I2), che sublima. Particolarmente ricchi di iodio sono alcuni prodotti della pesca come le aragoste, le ostriche e di gamberi, ma il loro consumo è poco diffuso. La migliore fonte alimentare di iodio sono allora i pesci di acqua salata (50 – 100 mcg/100 g), ma quantità rilevanti si possono trovare anche nelle verdure, in stretta relazione con la sua presenza nei terreni in cui sono coltivate. Particolarmente ricchi di iodio sono i terreni di regioni che in passato erano sommersi dalle acque marine. Anche le alghe sono state per secoli, presso alcune popolazioni, utilizzate come rimedio alla mancanza di iodio. Più scarse sono le quantità di iodio nella carne, nelle uova e nel latte. Discreto, ma abbastanza variabile, è anche il contenuto di iodio nell’acqua potabile.

Con due successivi decreti ministeriali anche in Italia è stata ammessa negli anni ‘90 la possibilità di commercializzare sale da cucina arricchita di iodio sotto forma di sali inorganici. L’effetto di tale provvedimento è stato però inferiore alle attese, perché solo una piccola percentuale della popolazione italiana ha adottato il consumo di sale iodato. Attualmente il consumo giornaliero di iodio nel nostro paese si aggira intorno ai 100 mcg al giorno e lo iodio è anche oggi, probabilmente, l’elemento essenziale più carente della nostra dieta.

 

Carenza

La carenza di iodio si manifesta nell’adulto con la comparsa del gozzo, un rigonfiamento della tiroide che si ingrossa nel tentativo di captare meglio lo iodio circolante. La carenza di iodio nella mamma, non solo durante la gravidanza, ma anche nel periodo antecedente, può portare nei bambini al cretinismo, malattia caratterizzata da un insufficiente sviluppo del sistema nervoso. Sia il gozzo che il cretinismo erano endemici in alcune zone geografiche, nelle quali si riscontrava un insufficiente apporto dietetico di iodio, ma le moderne tecnologie di conservazione e distribuzione degli alimenti, unite ad un minore isolamento, non solo geografico, di alcune popolazioni rurali hanno già comportato e sempre più dovrebbero comportare, un ridimensionamento del problema. Sembra invece ormai confermata la possibilità che si possano manifestare sintomi da carenza di iodio, anche in presenza di diete che ne forniscono quantità adeguate, quando negli alimenti sono contemporaneamente presenti sostanze chimiche che ne impediscono l’assorbimento o l’utilizzazione: sostanze di questo tipo possono essere naturalmente presenti in alcuni alimenti, come i cavoli e le arachidi, o derivare dalla loro contaminazione, come nel caso dei sulfamidici (farmaci antibiotici).

 

Malattie della tiroide

La normale funzione della ghiandola tiroidea è diretta alla secrezione di tiroxina (T4) e di 3,5,3’-triiodo-tironina (T3), aminoacidi iodati che costituiscono gli ormoni tiroidei attivi e che influenzano numerosi processi metabolici. Le malattie della tiroide si manifestano con alterazioni qualitative e quantitative della secrezione ormonale o con ingrandimento della tiroide (gozzo), o con entrambi. L’insufficiente secrezione ormonale determina la sindrome da ipotiroidismo o mixedema, la cui principale caratteristica è rappresentata da un ridotto consumo energetico (ipometabolismo). Al contrario, la secrezione eccessiva di ormone attivo sfocia nell’ipermetabolismo ed in altri aspetti di una sindrome definita ipertiroidea o tireotossicosi. L’ingrandimento della ghiandola (15 – 25 g negli adulti) può essere generalizzato o focale. Tuttavia, quello generalizzato può essere asimmetrico, con la tendenza del lobo destro ad aumentare più di quello sinistro. Esso si associa con una secrezione ormonale aumentata, normale o ridotta, in relazione all’alterazione di base. L’incremento focale della tiroide riflette solitamente una malattia neoplastica, benigna o maligna: la prima è, talvolta, responsabile dell’ipersecrezione ormonale e dell’ipertiroidismo, al contrario della seconda che lo è raramente. Ciascun tipo di gozzo può determinare la compressione delle strutture adiacenti del collo o del mediastino.

 

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