Vitamina A

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Forme attive

La vitamina A è una vitamina liposolubile.

Forme biologicamente attive, precursori e fonti della vitamina A:

i carotenoidi attualmente identificati sono più di 600, tra i principali: retinolo, acetato di retinile, palmitato di retinile, α-carotene, b-carotene, criptoxantina, luteina, zeaxantina e licopene.

 

Dose giornaliera di assunzione

Dose giornaliera di vitamina A negli adulti: 800 RAE (Retinol Activity Equivalent) = 0,8 mg di retinolo.

1 RAE = 1 µg di retinolo = 2 µg di β-carotene in olio = 12 µg di β-carotene presente nel cibo = 24 µg di altri carotenoidi presenti nel cibo.

 

Indicazioni

La vitamina A contribuisce:

  • al normale metabolismo del ferro;

  • al mantenimento di membrane mucose normali;

 

  • al mantenimento di una pelle normale;

 

  • al mantenimento della capacità visiva normale;

 

  • alla normale funzione del sistema immunitario;

 

  • la vitamina A interviene nel processo di specializzazione delle cellule.

 

Effetti fisiologici

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La funzione della vitamina A è volta soprattutto a favorire la crescita dei vari tessuti ed al mantenimento di una corretta funzionalità visiva.

Il retinolo in particolare svolge un’azione specifica nel processo della visione; l’adattamento all’oscurità è un fenomeno chimico-fisico legato alla presenza nei bastoncelli della retina di un pigmento sensibile alla luce (fotosensibile): la rodopsina. La sintesi fisiologica di questo pigmento avviene a partire da due molecole di diversa natura: la prima è un derivato della vitamina A (l’11-cis-retinale), la seconda molecola è invece rappresentata dalla proteina opsina.

La vitamina A è un precursore di altri tre pigmenti fotosensibili posti a livello dei coni della retina: le iodopsine. Questi pigmenti, sensibili a diversi spettri della luce, sono responsabili del meccanismo fisiologico visivo che ci permette di distinguere le forme ed i colori.

Il β-carotene, come le vitamine C ed E, ha proprietà di antiossidante cellulare. Agisce bloccando i radicali liberi ed interviene nella protezione delle membrane delle cellule.

 

Sintomi da carenza

La carenza di vitamina A si manifesta con segni oculari, cutanei e sistemici.

La carenza comporta un’anomalia funzionale della retina ed un danno anatomico della cornea. La diminuzione dell’adattamento visivo alla luce crepuscolare (emeralopia), è una delle prime manifestazioni carenziali.

Danno della cornea: si manifesta con xeroftalmia, ovvero secchezza ed atrofia della congiuntiva che può evolvere verso l’opacità della cornea. Si possono osservare anche macchie di Bitot, costituite da residui cellulari, che si insediano principalmente a livello della congiuntiva temporale. Infine si possono manifestare cheratomalacia con rammollimento e deformazione della cornea accompagnati da ulcerazioni. L’evoluzione finale comporta complicanze infettive e cecità dovuta a progressiva opacizzazione della cornea o distruzione del cristallino.

Segni cutanei: si manifestano con metaplasia squamosa delle cellule epiteliali, con comparsa iniziale di ipercheratosi follicolare (corneificazione a livello dei follicoli piliferi), a cui segue frinoderma (pelle di rospo) con perdita di cute sotto forma di grosse scaglie. Questi segni compaiono principalmente a livello del viso e degli arti inferiori.

 

Fonti alimentari di vitamina A

La vitamina A è contenuta negli alimenti di origine animale. Si trova nella frazione lipidica: materia grassa del latte e dei formaggi, burro, uova.

I carotenoidi si trovano invece negli alimenti di origine vegetali e in particolare negli ortaggi di colore giallo arancio quali carote, meloni, zucche, peperoni, mango, spinaci, foglie verdi dell’insalata.

La vitamina A è sensibile all’ossidazione e teme quindi l’ossigeno, la luce ed il calore. Negli alimenti, la presenza di materia grassa non ossidata e di vitamina E svolgono un ruolo di protezione della vitamina A.

 

Intossicazione

Le dosi tossiche sono superiori a 100 volte gli apporti quotidiani consigliati. Le principali manifestazioni cliniche sono: nausea, vomito, disturbi intestinali, cefalea, vertigini, disturbi visivi e mancanza di coordinazione.

 

Teratogenicità vitamina A

Esistono in bibliografia medica dei casi di teratogenicità associati all’assunzione di vitamina A, ovvero sviluppo anormale di alcune regioni del feto durante la gestazione, che si traduce nella nascita di un bambino che presenta gravi difetti congeniti. Le malformazioni riguardano l’apparato urinario, il surrene, il sistema nervoso centrale, gli occhi, le orecchie e lo scheletro. I medici impongono la massima prudenza all’utilizzo di vitamina A in gravidanza.

 

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