Insufficienza venosa e vene varicose

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Generalità

L’insufficienza venosa cronica è una patologia comune, con incidenza pari al 10-15% negli uomini e del 20-25% nelle donne.

Si tratta di una condizione nella quale le vene non favoriscono il ritorno del flusso sanguigno e pertanto il sangue tende a ristagnare nei tessuti. Tale disturbo circolatorio si manifesta prevalentemente a carico degli arti inferiori.

L’insufficienza venosa può essere suddivisa in:

  • Insufficienza venosa organica, causata da patologie a carico delle vene quali vene varicose (varici) o trombosi venosa;
  • Insufficienza venosa funzionale, definita come espressione di un sovraccarico funzionale delle vene, chiamate ad un eccessivo lavoro.

In tutti i casi di insufficienza venosa i sintomi principali si manifestano con semplice gonfiore o manifestazioni quali pesantezza delle gambe, crampi notturni, senso di tensione, eczema da stasi e dolore, fino alla comparsa di complicanze più gravi quali flebiti, trombosi ed ulcerazioni.

 

Vene varicose

vene-varicose

Le vene varicose sono una delle manifestazioni cliniche più comuni dell’insufficienza venosa. Esse sono il risultato della distruzione della rete di proteoglicani nel tessuto elastico della parete venosa ad opera degli enzimi lisosomiali. Ciò facilita il passaggio di elettroliti, fluido e proteine attraverso la parete vasale con conseguente formazione di edema. Si assiste, inoltre, ad una riduzione della componente del collagene, una dilatazione della parete vasale ed alterazioni microcircolatorie con conseguente stasi venosa. Le vene varicose si presentano come vene superficiali dilatate e dal decorso tortuoso, la cui comparsa fa seguito ad anomalie strutturali e funzionali delle valvole appartenenti alla safena, ad anomalie intrinseche alla parete venosa, ad elevata pressione intra luminale, oppure alla presenza di fistole arterovenose.

Si è soliti distinguere tra varici primitive e varici secondarie. Le varici venose primitive originano dal sistema venoso superficiale e presentano un’incidenza più che doppia nelle donne; nel 50% dei pazienti l’anamnesi familiare è positiva per la presenza di varici venose. Le varici venose secondarie conseguono all’insufficienza di vene profonde e vasi perforanti, oppure a occlusione venosa profonda seguita dalla dilatazione di vene superficiali che fungono da circolo collaterale. La sintomatologia consiste nella presenza di un dolore sordo o di un senso di compressione a livello degli arti inferiori dopo periodi prolungati di stazione eretta, che recede con il sollevamento dell’arto. Rari sono gli episodi di trombosi venosa superficiale o di emorragia in seguito a rottura.

Il trattamento delle vene varicose prevede lunghi riposi quotidiani (con le gambe sollevate), astensione da prolungate posizioni erette, deambulazione quotidiana, uso di medicamenti che agiscono sulle vene. La terapia chirurgica, che comporta la legatura con stripping delle safene, va riservata a pazienti con sintomatologia importante, episodi ricorrenti di trombosi venosa superficiale o ulcerazioni cutanee.

 

Terapia

La terapia dell’insufficienza venosa è in relazione alle cause della patologia. In caso di semplici varici, la loro asportazione comporta una guarigione totale con scomparsa dei sintomi; nei casi di problemi del circolo profondo è invece consigliato l’uso delle calze elastiche. I farmaci antinfiammatori e vasoprotettori sono utilizzati soprattutto per diminuire l’entità dei disturbi, ma non sono in genere risolutivi della causa. L’uso dei farmaci diuretici è solo occasionalmente indicato nella cura dell’edema nei pazienti affetti da insufficienza venosa, in quanto la terapia diuretica presenta numerose controindicazioni.

 

Fitoterapia dell’insufficienza venosa

Le piante medicinali tradizionalmente utilizzate per il trattamento dell’insufficienza venosa sono riportate nella seguente tabella:

 

Nome della droga Parte utilizzata Principi attivi contenuti Dose giornaliera
Amamelide Foglie,corteccia Tannini, procianidine Applicazione via topica
Centella Parti aeree Triterpeni, flavonoidi, olio essenziale 120 mg di frazione triterpenica totale
Ginkgo Foglie Ginkgolidi, flavonoidi 120 – 240 mg
Grano saraceno Parti aeree Flavonoidi, derivati antracenici 1,5 – 2 g
Ippocastano Semi Flavonoidi, saponine, escina 100 – 150 mg di escina
Meliloto Parti aeree Cumarine, flavonoidi, saponine 3 – 30 mg di cumarina
Mirtillo Frutti Tannini, antocianosidi, flavonoidi 240 – 520 mg
Pino marittimo francese Corteccia Procianidine, fenoli 90 – 360 mg
Rusco Radici, rizoma Saponine steroidee, benzofurani 7 – 11 mg
Vite Semi, foglie Procianidine 150 – 600 mg (estratto di semi)

360 – 720 mg (estratto di foglie)

 

Queste piante sono caratterizzate dalla presenza di principi attivi quali i tannini (ad azione astringente), i flavonoidi, le antocianine e procianidine (ad azione vasoprotettiva ed antinfiammatoria). Queste piante possono alleviare i sintomi della patologia, incrementando la resistenza vascolare ed il tono venoso, senza provocare variazioni nelle strutture organiche. Molti studi si sono occupati dell’efficacia degli estratti di ippocastano, che si è rivelato un eccellente rimedio nel trattamento sintomatico dell’insufficienza venosa cronica. Risultati positivi sono stati osservati anche per centella, rusco, foglie di vite, pino marittimo francese e mirtillo nero. Per la cura delle vene varicose si raccomanda l’uso dell’amamelide, del meliloto e dell’ippocastano. Queste droghe sono anche utili nel trattamento della malattia emorroidaria. L’utilizzo del ginkgo non ha fornito, al momento, prove cliniche di significativa efficacia.

 

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