Vitamina C

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Forme attive

La vitamina C o acido ascorbico è una vitamina idrosolubile.

Forme biologicamente attive, precursori e fonti della vitamina C: acido L-ascorbico, L-ascorbato di sodio, L-ascorbato di calcio, L-ascorbato di potassio, 6-palmitato di L-ascorbile, L-ascorbato di magnesio, L-ascorbato di zinco.

 

Dose giornaliera di assunzione

Dose giornaliera raccomandata di vitamina C negli adulti: 80 mg.

 

Indicazioni

La vitamina C:

  • contribuisce al mantenimento della normale funzione del sistema immunitario durante e dopo uno sforzo fisico intenso;

  • contribuisce alla normale formazione del collagene per la normale funzione dei vasi sanguigni;

  • contribuisce alla normale formazione del collagene per la normale funzione delle ossa;

  • contribuisce alla normale formazione del collagene per la normale funzione delle cartilagini;

  • contribuisce alla normale formazione del collagene per la normale funzione delle gengive;

  • contribuisce alla normale formazione del collagene per la normale funzione della pelle;

  • contribuisce alla normale formazione del collagene per la normale funzione dei denti;

  • contribuisce al normale metabolismo energetico;

  • contribuisce al normale funzionamento del sistema nervoso;

  • contribuisce alla normale funzione psicologica;

  • contribuisce alla normale funzione del sistema immunitario;

  • contribuisce alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo;

  • contribuisce alla riduzione della stanchezza e dell’affaticamento;

  • contribuisce alla rigenerazione della forma ridotta della vitamina E;

  • accresce l’assorbimento del ferro.

 

Effetti fisiologici

La vitamina C esiste nell’organismo sotto forma di acido ascorbico e sotto forma ossidata chiamata acido deidroascorbico. Questa reazione di interconversione è catalizzata da un enzima chiamato ascorbato ossidasi. La coppia acido ascorbico – acido deidroascorbico presenta proprietà ossidoriducenti che permettono il trasferimento di uno o due elettroni. La vitamina C interviene in tal modo in diverse reazioni.

  • Sintesi di collagene: il collagene è una molecola complessa la cui sintesi avviene in parte nei fibroblasti. Inizialmente avviene la sintesi di una catena polipeptidica: il procollagene. La sintesi di collagene, a partire dal procollagene, richiede l’idrossilazione di un certo numero di molecole degli aminoacidi lisina e di prolina. Queste reazioni sono catalizzate da due enzimi: lisina idrossilasi e prolina idrossilasi; la vitamina C in questo caso ha un ruolo protettivo di queste idrolasi e partecipa alla sintesi di collagene di riparazione dei tessuti lesi.
  • Sintesi delle catecolamine: le catecolamine (dopamina, noradrenalina e adrenalina) sono sintetizzate attraverso una catena di reazioni biochimiche, partendo da due aminoacidi, la fenilalanina o tirosina. Alcune di queste reazioni sono catalizzate da idrossilasi che richiedono la presenza di vitamina C.
  • Sintesi della carnitina: la sintesi della carnitina avviene nel tessuto epatico a partire dall’aminoacido lisina. Questa reazione richiede due idrossilazioni, catalizzate da enzimi che fanno intervenire la vitamina C: la trimetil-lisina idrossilasi e la butirrobetaina idrossilasi.
  • Catabolismo degli aminoacidi fenilalanina e tirosina: il catabolismo di questi aminoacidi segue una via metabolica comune, in cui intervengono enzimi idrossilasi che richiedono la presenza di vitamina C.
  • Metabolismo dell’istamina: la vitamina C provoca una diminuzione della sensibilità dell’organismo attraverso diversi meccanismi: aumento della degradazione e dell’eliminazione dell’istamina stessa e modulazione della sintesi delle prostaglandine che intervengono sulla sensibilità all’istamina, favorendo la produzione di PGE.
  • Metabolismo del ferro: la vitamina C interviene nel metabolismo del ferro, migliorando l’assorbimento intestinale del ferro (riducendo il Fe ferrico a ferroso e favorendo la formazione di chelati stabili in grado di mantenere il Fe solubile in ambiente alcalino) e facilitando la mobilizzazione del ferro da un compartimento verso l’altro favorendo il legame ferro-ferritina e aumentando la stabilità del complesso stesso.
  • Sistema immunitario: la vitamina C aumenta la mobilità dei granulociti neutrofili polinucleati e la trasformazione dei linfociti. Stimola inoltre la produzione di interferone.
  • Inibizione della formazione di nitrosamine: le nitrosamine sono composti cancerogeni. Possono essere assorbite direttamente con gli alimenti o prodotte dall’organismo a partire da nitrati e nitriti contenuti negli alimenti. I nitrati sono trasformati in nitriti dai batteri presenti nel tubo digerente. I nitriti reagiscono con le amine libere per formare nitrosamine. L’acido ascorbico inibisce la sintesi delle nitrosamine partendo dai nitriti. Viceversa non ha alcun effetto sulle nitrosamine già formate.
  • Interazione con i radicali liberi ed effetto antiossidante: la vitamina C partecipa con l’inattivazione dei radicali liberi dell’ossigeno, specie estremamente reattive e tossiche per le cellule, in particolar modo per il DNA e per le membrane cellulari, responsabili dello stress ossidativo nocivo per l’organismo. Inoltre la vitamina C protegge la vitamina E tissutale dall’ossidazione, infatti l’acido ascorbico può donare un elettrone alla vitamina E ossidata, rigenerando la forma ridotta tocoferolo. Pertanto la vitamina C in ambiente acquoso e la vitamina E in ambiente lipidico hanno un effetto sinergico antiossidante.
  • Ridurre la tossicità di alcuni metalli: la vitamina C riduce la tossicità di nichel, piombo, vanadio e cadmio, poiché, in forma ridotta, vengono assorbiti più difficilmente ed escreti dall’intestino più rapidamente.

 

Sintomi da carenza

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La carenza di vitamina C è responsabile dello scorbuto nell’adulto e della malattia di Barlow nel bambino (scorbuto infantile).

Lo scorbuto nell’adulto, compare dopo circa 2-3 mesi di carenza alimentare di vitamina C, in considerazione dei depositi relativamente consistenti di vitamina nell’organismo.

La sintomatologia iniziale è aspecifica, compaiano infatti stanchezza, affaticamento, inappetenza, dolori muscolari e bisogno di sonno.

A cui segue una sintomatologia specifica a carico delle gengive e dei tessuti di sostegno (ossa, cartilagine, tessuto connettivo), specialmente a carico degli arti inferiori.

Si manifestano emorragie petecchiali a livello cutaneo, specialmente degli arti, contemporaneamente le gengive diventano dolenti e spugnose, con comparsa di tipiche emorragie, che possono sfociare in fenomeni ulcerativi e necrotici, con espulsione dei denti. Il processo di cicatrizzazione delle ferite è molto lento. In questo stadio il minimo sforzo provoca tachicardia, dispnea e la morte può sopravvenire per arresto cardiaco o complicanze infettive.

Nei bambini, di età compresa tra i 6 e i 18 mesi, in genere, tale sindrome, in fase iniziale, è caratterizzata da irritabilità, inappetenza, emorragie gengivali, cutanee e subperiostee delle ossa lunghe.

In una fase successiva compaiano alterazioni del tessuto cartilagineo, ematomi, soprattutto in corrispondenza delle epifisi femorali e tibiali, con forti dolori, spesso accompagnati da anemia e febbre.

 

Fonti alimentari di vitamina C

La vitamina C è molto diffusa in natura. Tutti i vegetali ne contengono, ma in quantità variabili.

Gli alimenti più ricchi di vitamina C sono: frutti freschi (quelli aciduli, agrumi, ananas, kiwi, fragole, ciliegie ecc.), verdure fresche (lattuga, radicchi, spinaci, broccoletti ecc.), ortaggi freschi (broccoli, cavoli, cavolfiiori, pomodori, peperoni), tuberi (patate soprattutto se novelle). Particolarmente ricchi di vitamina C sono le bacche di rosa di macchia ed il ribes nero.

 

Intossicazione e controindicazioni

La vitamina C non è tossica. A dosi quotidiane inferiori ad 1 g, non vi sono quasi mai effetti secondari. In caso di somministrazione di dosi elevate, è stato descritto qualche effetto secondario: agitazione, insonnia, diarrea, emolisi in soggetti deficitari di G6PD. Sono stati registrati rarissimi casi di reazioni allergiche. Non esiste ipervitaminosi C, la quantità in eccesso viene eliminata con le urine e con le feci.

 

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