Gengivite, stomatite ed afta – Infiammazioni orali

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Funzione salivare

La bocca è sede della secrezione di saliva. La saliva ha funzione digestiva, in quanto contiene sostanze ad azione enzimatica quali, ad esempio, ptialina e mucina, che hanno la proprietà di idrolizzare l’amido prima in maltosio, poi nel più semplice zucchero glucosio. La saliva svolge inoltre numerose altre funzioni importanti: trofica e protettiva sulle mucose del cavo orale e sui denti, funzioni antibatteriche, lubrificante (discioglie alcuni alimenti e lubrifica il bolo alimentare).

Alcune condizioni patologiche possono causare l’aumento della secrezione salivare (ptialismo e scialorrea), come ad esempio reflusso gastro-esofageo, pancreatite, epatite, infezioni del cavo orale e malattie psichiatriche (schizofrenia). Esistono droghe vegetali che inibiscono l’eccessiva produzione e secrezione di saliva quali l’oppio, la belladonna e altre droghe contenenti tannini (tè), ma raramente sono utilizzate per la cura di questo disturbo.

Più frequenti sono invece i casi di patologia in cui si viene a ridurre la secrezione e produzione di saliva, come ad esempio stati febbrili, farmaci, eccessiva sudorazione, diabete insipido, intossicazione da belladonna, radioterapia a bocca o gola. Una ridotta secrezione di saliva può causare fastidi quali secchezza della bocca, difficoltà nel parlare e nel deglutire e spesso infiammazioni del cavo orale (gengiviti, afte o stomatiti, glossiti).

In questi casi è importante individuare la causa ed indirizzare il trattamento terapeutico a risolvere la causa primaria di ridotta secrezione salivare. Alcune droghe vegetali hanno azione scialagoga, dotate di sapore ed odore intenso e possono ripristinare la corretta produzione di saliva e fornire valido aiuto per ripristinare la corretta salivazione.

 

Principali stati infiammatori del cavo orale

Gengivite

gengivite

Per gengivite si intende un’infiammazione dei tessuti gengivali caratterizzata da aumento del volume delle gengive (gengive gonfie), perdita di sangue dalle gengive durante la pulizia con spazzolino o filo interdentale, dolore, arrossamento, calore e sanguinamento conseguenti all’accumulo di placca batterica. La gengivite è presente nel 75-80% della popolazione.

Tutte le specie batteriche che compongono la placca, depositandosi sulla superficie dura del dente, possono causare la patologia. La reazione infiammatoria che scaturisce in seguito all’infezione batterica causa i sintomi della malattia.

La corretta pulizia quotidiana dei denti con spazzolino e filo interdentale può prevenire la formazione di gengiviti.

Glossite

glossite

Per glossite si definisce un quadro patologico a carico della lingua, caratterizzato da arrossamento, depapillazione e disepitelizzazione. La glossite è generalmente associata all’effetto irritante di fattori flogistici locali, raramente la glossite è espressione di un disturbo sistemico quale anemia o avitaminosi.

I principali sintomi accusati da un paziente affetto da glossite sono: l’arrossamento della lingua, la sensazione di bruciore ed intorpidimento della stessa e l’evidente gonfiore linguale. Spesso, si può notare una marcata alterazione del naturale colore della lingua, che diviene più acceso o pallido.

Tra le principali cause di glossite:

  • Carenza di vitamine (B9 e B12);
  • Anemie da carenza di ferro
  • Malattie epatiche;
  • Reflusso gastroesofageo;
  • Infezione da funghi o lieviti;
  • Reazioni allergiche;
  • Ustioni;
  • Terapie antibiotiche.

Afta (stomatite aftosa)

afta

Nel caso dell’afta, l’eziologia non è del tutto chiara, come non è chiara la patologia, anche se si parla di meccanismi autoimmuni. Si tratta di piccole ulcere isolate, bianco-grigiastre, piane, circondate da un orletto intensamente eritematoso. Le lesioni guariscono spontaneamente nel giro di una settimana, ma il dolore provocato da queste piccole ulcere può richiedere un trattamento.

Gli eventi scatenanti variano a seconda degli individui, e includono carenze nutrizionali, traumi locali, stress, influenze ormonali, allergie, predisposizione genetica.

 

Rimedi fitoterapici

Sono diverse le droghe (ed i principi attivi) che possono trovare utilità nella cura delle malattie infiammatorie della bocca. Droghe a base di oli essenziali e propoli possono essere utili per il loro effetto antibatterico e spesso risultano molto utili in caso di infezioni a carico del cavo orale.

Droghe a base di principi attivi tanninici quali ratania, corteccia di quercia, tormentilla ed amamelide possiedono spiccate proprietà antinfiammatorie, ma anche astringenti ed antibatteriche: queste droghe attenuano i fenomeni dell’infiammazione se apposte (per pennellatura) sulle parti della bocca infiammate.

Le droghe vegetali a base di mucillagini esercitano un’azione protettiva stratificandosi sulla mucosa della bocca e proteggendo le lesioni o le parti infiammate da ulteriori danneggiamenti, facilitando i processi di riparazione. Tra queste si annoverano altea, aloe gel e malva.

 

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