Yohimbe

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Generalità

Yohimbe è il nome comune di Corynanthe yohimbe K. Schum (Fam. Rubiaceae) ed anche della droga ottenuta dalla sua corteccia. Si tratta di un albero di medie dimensioni (10-15 m) che cresce nelle regioni dell’Africa occidentale (Camerun, Gabon, Congo), con foglie grandi, glabre e fiori raccolti in infiorescenze ombrelliformi.

 

Parti usate

Lo yohimbe è la droga ottenuta dalla parte più interna della corteccia dell’albero. La droga si trova in pezzi piatti o leggermente pieghettati, lunghi fino a 75 cm e spessi 2 cm. La superficie interna è di un colore bruno-rossastro ed è striata. Il sapore è amaro.

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Principali componenti attivi

Yohimbe droga contiene:

  • Miscea alcaloidea: yohimbina è il principale, sostanza strutturalmente correlata alla reserpina, un antagonista del recettore α2.

 

Proprietà fitoterapiche

L’effetto della yohimbina è tradizionalmente associato all’effetto afrodisiaco della sostanza ed al miglioramento della performance sessuale. A dosi elevate, grazie alla sua capacità di penetrare ed agire a livello del sistema nervoso centrale, può provocare effetti psichedelici. La yohimbina viene utilizzata anche in ambito sportivo per incrementare la perfusione sanguigna nel muscolo, e quindi per migliorare le capacità atletiche.

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La droga, agendo provocando il blocco dei recettori α2 adrenergici, che sono dei recettori particolari, chiamati autocettori, dilata i vasi sanguigni (abbassando la pressione) dei corpi cavernosi del pene ed aumenta l’eccitabilità riflessa nella regione sacrale del midollo spinale. L’autocettore è un recettore cellulare sensibile alla presenza di un determinato neurotrasmettitore, di cui ne limita l’effetto in seguito ad attivazione.

Il blocco farmacologico degli autocettori indotto dalla yohmbina permette al neurotrasmettitore, che in questo caso è la noradrenalina, di incrementare l’effetto farmacologico del neurotrasmettitore stesso a livello cardiaco, muscolare e circolatorio.

Pertanto si può assumere che la yohimbina influenza il comportamento sessuale mediante un antagonismo sul tono inibitorio centrale e determinando un effetto diretto sui meccanismi erettili: studi clinici hanno dimostrato infatti che la yohimbina blocca gli effetti contratturanti  (anti-erettili) degli agonisti adrenergici e dell’endotelina-1. Questi effetti sono probabilmente il risultato di un aumento della sintesi di NO a livello endoteliale e nervoso. L’effetto della yohimbina può essere potenziato dalla contemporanea assunzione dell’aminoacido L-arginina, il substrato dell’enzima NO sintetasi.

Per la preparazione di un infuso afrodisiaco, si mettono a bollire 6-10 cucchiaini da tè pieni di pezzetti di corteccia in 200 ml di acqua per pochi minuti e poi filtrare e bere. Come afrodisiaco è stato anche utilizzato il cloridrato di yohimbina, da solo, in dosi di 5,4 mg, o in unione con altri stimolanti sessuali.

 

Controindicazioni ed effetti collaterali

La yohimbina causa ansia e psicosi nelle persone che soffrono di schizofrenia. Pertanto l’uso di yohimbe in questi pazienti è sconsigliato. Lo yohimbe è un inibitore delle MAO (mono ammino ossidasi), quindi i cibi che contengono tiramina (formaggio, fegato, vino rosso ecc.) ed i decongestionanti nasali dovrebbero essere evitati quando la droga è usata. Così anche gli individui con ipotensione, diabete, schizofrenia, malattie renali o epatiche dovrebbero essere consapevoli dei possibili rischi associati alla somministrazione di yohimbe. La yohimbina può causare eccitazione nervosa, insonnia, ansia, ipertensione, tachicardia, broncospasmo, nausea e vomito.

 

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