Xilografie Hortus sanitatis

Illustrazioni del celebre incunabolo (nome attribuito ai primi prodotti dell’arte della stampa)  Hortus sanitatis, edito nel 1491 a Magonza (Germania), enciclopedia botanico-farmaceutica, che non esclude tra l’altro alcuni rimedi magici ed inconsueti, la cui rinomanza fu tale da farla ripubblicare parecchie volte in lingua tedesca, con il titolo Gart der Gesündheit.

tot

La prima figura mostra un uomo che ricorre alle lacrime del cervo, di cui la terapeutica attuale ha scordato l’uso; si credeva che fossero afrodisiache.

La seconda figura rappresenta un trattamento di bellezza che si avvale di rospi, preferibilmente triturati e utilizzati contro l’invecchiamento della pelle.

La terza xilografia mostra il medico che ha estratto un calcolo dalla vescica di un malato.

Infine nell’ultima figura, il ventre ingrossato denuncia indubbiamente una cirrosi epatica in stadio avanzato.

La stampa offrì alla rappresentazione artistica dei soggetti scientifici delle insospettate possibilità espressive. Tra i secoli XIV e XV le xilografie che concernano questi argomenti sono ancora contraddistinte dallo stile dell’arte plastica medioevale, e gli incunaboli sono ancora modellati sull’esempio dei manoscritti.

Il medico vi è rappresentato simbolicamente tra i due poli della sua attività: l’esplorazione scientifica dell’organismo umano con l’ausilio dell’anatomia e le cure offerte dal malato.

Agli albori del Medioevo, il rifiuto di praticare le dissezioni era essenzialmente dovuto alla credenza nella resurrezione della carne, unitamente al terrore suscitato dai cadaveri.

Nel 1286 a Cremona, in occasione di un’epidemia, si sezionarono cadaveri, per cercare l’origine della malattia, e nel 1302 ebbe luogo a Bologna la prima dissezione praticata da un medico legale, poiché si presumeva che il defunto fosse stato avvelenato.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.