Kava-kava

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Generalità

La kava, o kava-kava è data dal rizoma e dalle radici di Piper methysticum Forst. (Fam. Piperaceae).

In Polinesia ed in altri Paesi dell’Oceania la kava-kava è usata da secoli per la preparazione di una bevanda rilassante, ottenuta immergendo il rizoma o i frammenti delle radici nell’acqua dopo averli frantumati con l’ausilio di pestelli, o masticandoli.

Habitat: Fiji, Samoa, Nuova Guinea, Tonga, Papua, Vanuatu e Thaiti.

 

Descrizione della pianta

Arbusto eretto di circa 3 m. I rami, nodosi, recano foglie ovali, picciolate. I fiori, piccoli e numerosi, formano un’infiorescenza a forma di orecchio. Le radici sono piccole, numerose e contorte.

 

Parti usate

Fitoterapia di Ansia ed Insonnia

La droga è ottenuta da radici e rizoma della pianta: in autunno si raccolgono i rizomi che vengono essiccati in stufa a 40-50 °C.

Il rizoma, largo circa 1,25 cm e lungo circa 5 cm, è carnoso, biancastro o di un lieve grigio-marrone esternamente e giallognolo, con isolate macchie marroni, internamente. Spesso la droga reca radici contorte che s’intrecciano tra di loro e con il rizoma. Fresca è inodore, di lieve sapore amaro; masticata causa salivazione e torpore della lingua.

 

Principali componenti attivi

La droga contiene i seguenti principi attivi:

  • Kavapironi: kavaina, diidrokavaina, metisticina, diidrometisticina, yangonina;
  • Calconi: flavokavina;
  • Acidi organici: acidi ossalico, capronico, benzoico, cinnamico;
  • Acidi emidici: pipermetistina;
  • Ketoni;
  • Steroli: β- sitosterolo;
  • Alcoli alifatici: n-dodecanolo, n-tetradecanolo, n-octadecanolo, trans-fitolo, n-docosanolo;
  • Glicosidi;
  • Polisaccaridi;
  • Sostanze resinose.

 

Proprietà fitoterapiche

Gli estratti di kava-kava possiedono proprietà sedative, anticonvulsivanti, anestetico locali e miorilassanti (muscolatura scheletrica). La kavaina e la metisticina riducono l’eccitabilità del sistema limbico, proprio come i farmaci sedativo-ipnotici benzodiazepine.

I kavapironi mostrano anche effetti anestetici locali comparabili con cocaina e benzocaina. La droga si usa sotto forma di infuso (5-7 g di droga) o di estratto, per la sua azione ansiolitica; kava-kava può inoltre essere utile per contrastare gli stati di agitazione e tensione nervosa.

I principali meccanismi d’azione della kavaina sono rappresentati dall’inibizione dei canali del sodio voltaggio dipendenti a livello centrale (che determina riduzione dell’eccitabilità neuronale) e dall’aumento del legame del neurotrasmettitore inibitorio GABA per i suoi recettori (GABA-A). Infine gli estratti di kava inibiscono il rilascio di neurotrasmettitori per azione sui canali del calcio, riducono la ricaptazione di noradrenalina dalle terminazioni nervose ed inibiscono l’azione enzimatica delle mono amino ossidasi (MAO).

Kava-kava non provoca dipendenza fisica e psichica. La droga deve contenere non meno del 3,5% di kavapironi, calcolati come kavaina. L’uso dei preparati di kava non deve eccedere i 3 mesi. In Polinesia è d’uso preparare una bevanda ad azione rilassante, preparata lasciando macerare in acqua la droga opportunamente triturata, quindi filtrando il tutto.

 

Controindicazioni ed effetti collaterali

I kavapironi possono causare, a certe concentrazioni, arresto cardiaco; tale effetto è la conseguenza di una attività batmotropa negativa di questi composti. Un uso cronico della kava-kava causa la comparsa sulla cute del dorso di chiazze rosee, finemente squamose, cercinate, tondeggianti, accompagnate da scarso prurito (pitiriasi). Un altro sintomo dell’avvelenamento da kava è l’ittiosi, ossia discheratosi caratterizzata da secchezza, rugosità e desquamazione della cute, determinata da eccessiva produzione o ritenzione di cheratina. I kavapironi, depositandosi, grazie alla loro lipofilia, nel tessuto epidermico, sono considerati i componenti responsabili di questi disturbi cutanei (pitiriasi, ittiosi). Sono stati segnalati, infine, casi di epatite necrotizzante e letargia in seguito all’impiego di estratti alcolici concentrati di kava (circa il 71% di kavapironi). Da tener presente, comunque, che l’assunzione di alcol (acuta o cronica) può svolgere un ruolo nella epatotossicità della kava.

 

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1 commento

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