Ippocastano, effetto benefico sul microcircolo

Generalità

Ippocastano è ottenuto dai semi essiccati della pianta Aesculus hippocastanum L., Fam. Hippocastanaceae.

 

Descrizione della pianta

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L’ippocastano è un albero molto alto (20-30 m), originario dell’Asia occidentale, ma diffuso anche in Europa, con una corteccia grigia e foglie grandi, palmato-composte, lungamente picciolate. I fiori, irregolari e fragranti, hanno petali bianchi macchiati di rosso e sono riuniti in racemi terminali. I frutti sono grosse capsule verdi rotonde, munite di corti aculei, che si aprono in tre valve e contengono un grosso seme di colore bruno, detto anche castagna matta. Il seme rappresenta la droga, ovvero la parte della pianta, opportunamente preparata, utilizzata in erboristeria per le sue proprietà fitoterapiche.

L’ippocastano viene coltivato nei parchi, nei viali e nei giardini.

ippocastano (1)

 

Parti usate

La droga è costituita dai semi essiccati. I semi sono globosi, grossi (2-4 cm di diametro), lisci, con area ilare chiara, ampia. I cotiledoni sono carnosi, oleosi, spesso fusi, con una linea di fusione abbastanza visibile.

 

Principali componenti attivi

I principi attivi sono costituiti da:

  • Escina: una miscela di saponine triterpeniche (i principali composti sono l’α-escina e la β-escina);
  • Flavonoidi: kaempferolo, quercetina, rutina;
  • Cumarine;
  • Tannini;
  • Proantocianidine;
  • Amido (40-50%);
  • Lipidi.

La Farmacopea Ufficiale XII riporta che la droga deve contenere non meno del 3% di glicosidi triterpenici, calcolati come escina anidra e con riferimento alla droga essiccata.

 

Proprietà fitoterapiche

Preparati fitoterapici a base di ippocastano sono indicati per il benessere del tratto intestinale e per la funzione digestiva. Inoltre tali preparati sono utili per la funzionalità del microcircolo.

L’escina è il costituente più importante della droga, e l’efficacia clinica dipende dal suo contenuto, in modo particolare dal contenuto di β-escina.

L’escina è utile per le sue proprietà antiflogistiche, antiedemigene, antiessudative e venotoniche: in numerosi studi è stato dimostrato che tale costituente è dotato di prorietà antiossidante ed attività benefica sulla resistenza (che aumenta) e sulla permeabilità (che diminuisce) dei capillari. L’escina infatti ostacola l’azione dell’enzima lisosomiale ialuronidasi, responsabile dell’indebolimento della struttura dei vasi del microcircolo. Grazie a questa proprietà, l’ippocastano è indicato per la cura di emorroidi e ragadi anali, nonché per la cura di insufficienza venosa cronica e nelle sindromi flebitiche. L’insufficienza venosa è spesso accompagnata da gonfiore e prurito alle gambe, crampi notturni e gambe pesanti.

L’azione capillaroprotettiva e antiedemigena dell’escina favorisce il drenaggio dei fluidi linfatici: un minore ristagno di liquidi in periferia significa gambe meno gonfie e pesanti e costituisce un’ottima azione preventiva contro la cellulite e la fragilità capillare.

I preparati contenenti ippocastano o escina vengono utilizzati per via orale (compresse) o per via topica (gel, pomate ecc.).

Nel caso di estratti totali di ippocastano, bisogna tener conto anche della presenza dei flavonoidi e delle proantocianidine nella droga, dei loro effetti sui capillari e delle loro ben note azioni antiflogistiche, antiossidanti ed antienzimatiche (inibiscono l’attività delle elastasi, collagenasi e ialuronidasi). Le proprietà antiflogistiche ed antiossidanti dei flavonoidi sono utili per ridurre il danno vasale provocato dallo stress ossidativo e dai radicali liberi. Tali composti svolgono un effetto protettivo, nei confronti del microcircolo, sinergico all’escina.

 

Controindicazioni ed effetti collaterali

L’ippocastano raramente causa effetti indesiderati (prurito, disturbi gastrici); non sono riportati controindicazioni né particolari cautele per l’uso.

 

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