Iperico, l’erba di San Giovanni

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Generalità

L’iperico è dato dalle sommità fiorite di Hypericum perforatum L. (Fam. Guttiferae). Hypericum dal greco ειχων = al di là, riferito al fatto che la pianta si utilizzava per esorcizzare gli spiriti maligni e per questo chiamata scacciadiavolo. La pianta è conosciuta anche come erba di San Giovanni, in quanto fiorisce in prossimità della festa che è il 24 giugno.

L’iperico è originario dell’Europa, ma viene coltivato anche in Asia, Africa, Australia, America. È diffuso anche in Italia nei boschi collinari o montani fino a 1600 metri di quota.

 

Descrizione della pianta

L’iperico è una pianta erbacea di 90 cm circa con caule esile eretto, ramificato, con foglie sessili, opposte, da lanceolate a ovali, ristrette verso la base della lamina, con margine intero e ottuse all’apice, ghiandolose. Se guardate contro luce le foglie sembrano essere perforate, da qui il termine perforatum.

Depressione psicologica: leggi l’articolo chiaro e comprensibile a tutti

I fiori con petali ellittici, asimmetrici, di colore giallo, ghiandolosi e macchiettati di nero sul margine, irregolarmente dentellati o crenati.

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Parti usate

La droga contenente i principi attivi è costituita dalle sommità fiorite (fiori, foglie e parti del caule).

 

Principali componenti attivi

 

Proprietà fitoterapiche

Diverse proprietà fitoterapiche sono attribuite all’iperico: antivirali, antibatteriche, anticancro, cicatrizzanti; ma l’utilizzo più comune dell’iperico è dovuto alle sue proprietà antidepressive.

L’iperico è infatti raccomandato per il trattamento degli stati depressivi lievi e moderati e dell’ansia; la sua efficacia è sovrapponibile a quella del noto farmaco di sintesi fluoxetina (Prozac®).

L’iperico è inoltre più efficace, secondo uno studio condotto da Woelk nel 2000, nel ridurre i sintomi ansiosi in pazienti con depressione lieve o moderata, rispetto al farmaco imipramina.

Iperforina ed ipericina sono i principi attivi considerati responsabili degli effetti antidepressivi dell’iperico.

La depressione è una malattia a carico del sistema nervoso centrale ad eziologia sconosciuta, caratterizzata da un ridotto tono dell’umore e dalla riduzione delle concentrazioni monoamminergiche (leggi l’articolo dedicato). Nei soggetti depressi si riscontra infatti un calo della concentrazione cerebrale di serotonina, noradrenalina e dopamina. I principi attivi dell’iperico agiscono a livello del sistema nervoso centrale bloccando l’azione degli enzimi MAO (mono ammino ossidasi), che metabolizzano e trasformano serotonina, noradrenalina e dopamina in prodotti inattivi. Il blocco degli enzimi MAO provoca l’aumento della concentrazione cerebrale di monoamine ed il miglioramento dello stato di depressione. Tuttavia studi più recenti hanno dimostrato che la potenza di iperforina ed ipericina è troppo bassa per produrre un effetto antidepressivo attraverso l’inibizione delle MAO; si ritiene infatti che l’aumento dei neurotrasmettitori all’interno dello spazio intersinaptico dei neuroni, osservato durante il blocco della ricaptazione, comporti nel tempo fenomeni di plasticità neuronale, ovvero variazione della sintesi di recettori della serotonina e della dopamina. È inoltre opportuno ricordare che diversi flavonoidi estratti dall’iperico possiedono attività antidepressiva nei modelli animali, lasciando ipotizzare che questi composti possano contribuire all’azione antidepressiva.

Per il trattamento della depressione si raccomanda l’impiego di 2 – 4 grammi di droga grezza al giorno, oppure 0,2 – 1 mg di ipericina totale. Sono inoltre disponibili estratti idroalcolici che possono contenere lo 0,1 – 0,3% di ipericina, il 2 – 4% di flavonoidi ed il 6% di iperforina.

L’olio di iperico è un buon cicatrizzante per la cura di ferite ed ustioni, può essere ottenuto lasciando macerare i fiori freschi di H. perforatum in olio di oliva (rapporto 1:4) al sole fino a quando l’olio non assume una colorazione rossa.

 

Controindicazioni ed effetti collaterali

Gli effetti indesiderati più frequenti sono: disturbi gastrointestinali, mal di testa, vertigini, stanchezza, perdita di appetito, prurito, rush cutanei. Questi effetti sono generalmente lievi e transitori.

L’iperico può modificare il metabolismo epatico di altri farmaci, è pertanto sconsigliato l’impiego di iperico in associazione a farmaci quali ciclosporina, warfarina, indinavir e contraccettivi orali, poiché potrebbe variarne l’effetto farmacologico.

 

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