Carciofo, utile per la rigenerazione del fegato

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Generalità

La droga è ottenuta da foglie e radici di Cynara scolymus L., Fam. Asteraceae.

 

Descrizione della pianta

Cynara scolymus è una pianta erbacea bienne, coltivata in Paesi con clima mediterraneo, può raggiungere l’altezza idi 150 cm.

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Il caule è pieno e solcato in senso longitudinale. Le foglie basali sono molto allungate (lunghe 30-60 cm e larghe 5-10 cm) e profondamente divise; presentano una nervatura centrale prominente e segmenti dentati sprovvisti di spine; sono alterne, pennatosette oppure lobate, verdi sulla pagina superiore, biancastre su quella inferiore. I fiori sono di colore blu-violaceo, riuniti in un capolino di circa 15 cm di diametro. Il frutto è un achenio, ovoide, compresso, con pappo bianco.

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Parti usate

Le parti utilizzate per le proprietà benefiche sulle funzioni digestiva, epatica ed urinaria sono le foglie e le radici, raccolte nel periodo primavera-estate ed essiccate in stufa a 45°C.

 

Principali componenti attivi

La pianta di carciofo contiene numerosi principi attivi e sostanze utili per il benessere delle vie urinarie e della funzione digestiva:

  • Flavonoidi: luteolina, scolimoside, cinaroside;
  • Acidi fenolici: acido caffeico, derivati dell’acido caffeilchinico quali cinarina ed acido clorogenico;
  • Olio volatile;
  • Acidi organici: cinarina, glicirico, malico e citrico;
  • Fitosteroli; taraxasterolo;
  • Tannini;
  • Inulina;
  • Enzimi: perossidasi;
  • Cinaropicrina (sostanza amara), contenuta solo nelle foglie;
  • Glicosidi antrachinonici;
  • Vitamine: B1 e B2.

 

Proprietà fitoterapiche

Al carciofo sono attribuite diverse proprietà farmacologiche; tra queste si annoverano le proprietà antiossidanti, epatoprotettive, coleretiche, colagoghe ed antilipidemiche. I principi attivi responsabili di queste azioni sono gli acidi dicaffeilchinici (ad esempio la cinarina), i lattoni sesquiterpenici ed i flavonoidi (ad esempio la luteolina).

Prodotti erboristici o integratori alimentari a base di carciofo sono indicati per chi soffre di disturbi digestivi, elevati valori di colesterolo ematico o disturbi della funzionalità epatica.

Le foglie del carciofo sono impiegate per la loro funzione antiossidante, utile per contrastare il danno provocato dai radicali liberi, ossia specie dell’ossigeno molto attive e dannose, che fisiologicamente si formano durante il metabolismo della cellula. Tale proprietà, associata alla capacità del carciofo di incrementare il numero di epatociti (le cellule del fegato), può essere sfruttata per la formulazione di preparati utili in medicina per contrastare i disturbi che colpiscono il fegato o per stimolarne la rigenerazione in seguito a lesioni o trapianti.

Il carciofo inoltre possiede proprietà coleretiche e colagoghe, cioè stimola la produzione e la secrezione di bile nel duodeno. Il rilascio di bile facilita e migliora la digestione, specialmente quella delle sostanze grasse. I principi attivi amari stimolano la secrezione salivare e la secrezione gastrica.

Il carciofo riduce infine il valore di colesterolo ematico attraverso due meccanismi: inibizione della sintesi di colesterolo ed eliminazione del colesterolo sotto forma di acidi biliari.

Gli acidi organici contenuti nella droga, ottenuta da radici e foglie, sono utili per il benessere delle vie urinarie e per il drenaggio dei fluidi corporei, in quanto sono dotati di proprietà diuretiche.

 

Controindicazioni ed effetti collaterali

Il carciofo è controindicato nei soggetti predisposti a sviluppare reazioni allergiche ed in caso di occlusione dei dotti biliari. L’uso prolungato può causare flatulenza.

 

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