Camomilla, utile contro i disturbi del sonno e digestivi

Google+ Pinterest LinkedIn Tumblr +

Generalità

La droga è ottenuta dalla pianta Matricaria recutita L. o Chamomilla recutita L. Rauschert (Fam. Asteraceae).

Pianta conosciuta fin dall’antichità e sfruttata a scopo medico dai tempi di Dioscoride e Plinio.

La camomilla comune cresce spontanea nei luoghi erbosi, dalla pianura alla collina, in Europa centro-meridionale e Asia Minore. Si coltiva in Europa, America del nord e Australia.

 

Descrizione della pianta

Pianta erbacea annua eretta, alta 30-50 cm, con caule glabro, scanalato, ramificato, con foglie isolate, brevemente picciolate, bi e tri-pennatosette in lacinie sottilissime. Le infiorescenze presentano capolini di 10-17 mm di diametro, formati da un ricettacolo cavo con numerosi fiori ermafroditi tubulari gialli circondati da 12-20 fiori femminili ligulati bianchi. I frutti sono rappresentati da piccoli acheni (1 mm), gialli o bruni, senza pappo, contenenti un seme.

camomilla1

 

Parti usate

Conosci la Malva? Clicca per scoprirne le proprietà ed i benefici

La droga è costituita dalle sommità fiorite (capolini) della pianta. Le infiorescenze ben sviluppate vengono raccolte in maggio-luglio, disposte su telai in strati sottili ed essiccate in luogo ombroso e ben aerato o in essiccatoi. In commercio i capolini possono essere accompagnati da peduncoli, frammenti di foglie e di cauli. Va conservata in recipienti ben chiusi, al riparo dalla luce e dall’aria.

L’odore è caratteristico, fortemente aromatico; il sapore è amarognolo.

 

Principali componenti attivi

I principali costituenti della droga sono contenuti nell’olio essenziale, presente nella droga in concentrazioni comprese tra lo 0,25 e 1% e sono:

  • Bisabololo, con i suoi ossidi e azuleni come matricina e camazulene;
  • Flavonoidi: apigenina-7-glucoside;
  • Luteolina;
  • Quercitrina;
  • Cumarine.

 

Proprietà fitoterapiche

La camomilla è largamente impiegata in erboristeria, grazie alle numerose proprietà benefiche ascrivibili alla droga. Gli effetti antinfiammatori della camomilla e dei suoi principi attivi sono ben documentati; questi composti sono stati valutati in vari modelli sperimentali di infiammazione (eritema da raggi UV, edema, artrite, granuloma ecc…) e l’efficacia è stata dimostrata sia in seguito a somministrazione orale che dopo applicazione topica. L’effetto antinfiammatorio è dovuto all’inibizione della formazione dei mediatori dell’infiammazione, in particolare prostaglandine e leucotrieni, nonché alle proprietà antiossidanti di tali composti.

Le preparazioni di camomilla sono quindi impiegate per trattare l’infiammazione della pelle (sia di origine batterica che non), ferite di lieve entità e le infiammazioni del cavo orale (afte, glossiti…). La camomilla può anche essere utilizzata in caso di irritazione degli occhi.

La camomilla è inoltre indicata per il benessere della funzione digestiva e per regolare la motilità gastrointestinale e per l’eliminazione dei gas. Può svolgere un’azione emolliente e lenitiva a livello del sistema digerente: da citare l’effetto protettivo esercitato dal bisabololo nei confronti dell’ulcera gastrica, oltre a proprietà antibatteriche e fungicide.

Leggi anche: Dispepsia e cattiva digestione

La camomilla è utile per trattare i disturbi del sonno, in quanto induce rilassamento e benessere mentale.

L’attività antinfiammatoria viene ascritta ai principi attivi camazulene e bisabololo, mentre l’attività spasmolitica si ritiene legata alla componente idrofila, costituita dai principi attivi apigenina ed ai flavonoidi.

Per uso esterno, sono consigliati i seguenti dosaggi: soluzione al 3-10% per risciacqui, 5 g/l come additivo per bagno e preparazioni semisolide (unguenti e creme) contenenti il 3-10% di droga.

 

Controindicazioni ed effetti collaterali

Sono stati segnalati rari casi di allergia: l’uso è sconsigliato nei soggetti con ipersensibilità individuale alle Asteraceae.

Le cumarine presenti all’interno della droga possono causare fotodermatiti.

 

Share.

Lascia Un Commento